IL CAMBIAMENTO

*"se quello che faccio potesse servire anche ad un'unica persona, e se anche quell'unica persona fossi io, non sarà stato inutile" .

*"Le mani che aiutano sono più sacre delle bocche che pregano".


*" Per me, una persona eccezionale è quella che si interroga sempre, laddove gli altri vanno avanti come pecore." (F.De Andrè).

venerdì 4 settembre 2009

NO COMMENT


NOTA DI RODOLFO SMERALDI.

Nulla potrà giustificare quel che è successo in quei mesi: gli arresti, la gogna, il cinismo di quelli che magari sarebbero stati coinvolti qualche giorno dopo, il burocratico distacco di altri, lo spettacolo penoso delle istituzioni allo sbando. Ma soprattutto, le vittime. Certo non i peggiori, qualche volta quelli che avevano più sensibilità e senso della dignità personale. Ecco le ultime lettere di due compagni ed amici: Gabriele Cagliari e Sandro Moroni.

L'ultima lettera di Sergio Moroni:

Egregio Signor Presidente, ho deciso di indirizzare a Lei alcune brevi considerazioni prima di lasciare il mio seggio in Parlamento compiendo l'atto conclusivo di porre fine alla mia vita.E' indubbio che stiamo vivendo mesi che segneranno un cambiamento radicale sul modo di essere nel nostro paese, della sua democrazia, delle istituzioni che ne sono l'espressione. Al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle "decimazioni" in uso presso alcuni eserciti, e per alcuni versi mi pare di ritrovarvi dei collegamenti. Né mi è estranea la convinzione che forze oscure coltivano disegni che nulla hanno a che fare con il rinnovamento e la "pulizia". Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C'è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole.Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale. Né mi pare giusto che una vicenda tanto importante e delicata si consumi quotidianamente sulla base di cronache giornalistiche e televisive, a cui è consentito di distruggere immagine e dignità personale di uomini solo riportando dichiarazioni e affermazioni di altri. Mi rendo conto che esiste un diritto d'informazione, ma esistono anche i diritti delle persone e delle loro famiglie. A ciò si aggiunge la propensione allo sciaccallaggio di soggetti politici che, ricercando un utile meschino, dimenticano di essere stati per molti versi protagonisti di un sistema rispetto al quale oggi si ergono a censori. Non credo che questo nostro Paese costruirà il futuro che si merita coltivando un clima da "pogrom" nei confronti della classe politica, i cui limiti sono noti, ma che pure ha fatto dell'Italia uno dei Paesi più liberi dove i cittadini hanno potuto non solo esprimere le proprie idee, ma operare per realizzare positivamente le proprie capacità e competenze. Io ho iniziato giovanissimo, a solo 17 anni, la mia militanza politica nel Psi. Ricordo ancora con passione tante battaglie politiche e ideali, ma ho commesso un errore accettando il "sistema", ritenendo che ricevere contributi e sostegni per il partito si giustificasse in un contesto dove questo era prassi comune, ne mi è mai accaduto di chiedere e tanto meno pretendere. Mai e poi mai ho pattuito tangenti, né ho operato direttamente o indirettamente perché procedure amministrative seguissero percorsi impropri e scorretti, che risultassero in contraddizione di "ladro" oggi così diffusa. Non lo accetto, nella serena coscienza di non aver mai personalmente approfittato di una lira. Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto. Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un'informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna. Con stima.Sergio MoroniL'on. Sergio Moroni si è suicidato il 2 settembre 1992--------------------


Lettera di Gabriele Cagliari

Miei carissimi Bruna, Stefano, Silvano, Francesco, Ghiti:sto per darvi un nuovo, grandissimo dolore. Ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna.La criminilizzazione di comportamenti che sono stati di tutti, degli stessi Magistrati, anche a Milano, ha messo fuori gioco soltanto alcuni di noi, abbandonandoci alla gogna e al rancore dell'opinione pubblica. La mano pesante, squilibrata e ingiusta dei Giudici ha fatto il resto.Ci trattano veramente come non-persone, come cani ricacciati ogni volta al canile. Sono qui da oltre quattro mesi, illegittimamente trattenuto.Tutto quanto mi viene contestato non corre alcun pericolo di essere rifatto, né le prove relative a questi fatti possono essere inquinate in quanto non ho più alcun potere di fare né di decidere, né ho alcun documento che possa essere alterato. Neppure potrei fuggire senza passaporto, senza carta d'identità e comunque assiduamente controllato come costoro usano fare.Per di più ho 67 anni e la legge richiede che sussistano oggettive circostanze di eccezionale gravità e pericolosità per trattenermi in condizioni tanto degradanti. Ma, come sapete, i motivi di questo infierire sono ben altri e ci vengono anche ripetutamente detti dagli stessi Magistrati, se pure con il divieto assoluto di essere messi a verbale, come invece si dovrebbe regolarmente fare.L'obbiettivo di questi Magistrati, quelli della Procura di Milano in modo particolare, è quello di costringere ciascuno di noi a rompere, definitivamente e irrevocabilmente, con quello che loro chiamano il nostro "ambiente".Ciascuno di noi, già compromesso nella propria dignità agli occhi della opinione pubblica per il solo fatto di essere inquisito o, peggio, essere stato arrestato, deve adottare un atteggiamento di "collaborazione" che consiste in tradimenti e delazioni che lo rendano infido, inattendibile, inaffidabile: che diventi cioè quello che loro stessi chiamano un "infame".Secondo questi magistrati, a ognuno di noi deve dunque essere precluso ogni futuro, quindi la vita, anche in quello che loro chiamano il nostro "ambiente". La vita, dicevo, perché il suo ambiente, per ognuno, è la vita: la famiglia, gli amici, i colleghi, le conoscenze locali e internazionali, gli interessi sui quali loro e i loro complici intendono mettere le mani.Già molti sostengono, infatti, che agli inquisiti come me dovrà essere interdetta ogni possibilità di lavoro non solo nell'Amministrazione Pubblica o parapubblica, ma anche nelle Amministrazioni delle aziende private, come si fa a volte per i falliti. Si vuole insomma creare una massa di morti civili, disperati e perseguitati, proprio come sta facendo l'altro complice infame della Magistratura che è il sistema carcerario.La convinzione che mi sono fatto è che i Magistrati considerano il carcere nient'altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente.Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza teste né anima.Qui dentro ciascuno è abbandonato a se stesso, nell'ignoranza coltivata e imposta dei propri diritti, custodito nell'inattività e nell'ignavia; la gente impigrisce, si degrada e si dispera diventando inevitabilmente un ulteriore moltiplicatore di malavita.Come dicevo, siamo cani in un canile dal quale ogni Procuratore può prelevarci per fare la propria esercitazione e dimostrare che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un'analoga esercitazione alcuni giorni prima o alcune ore prima.Anche tra loro c'è la stessa competizione o sopraffazione che vige nel mercato, con la differenza che, in questo caso, il gioco è fatto sulla pelle della gente. Non è dunque possibile accettare il loro giudizio, qualunque esso sia.Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Io non ci voglio essere.Hanno distrutto la dignità dell'intera categoria degli avvocati penalisti ormai incapaci di dibattere o di reagire alle continue violazioni del nostro fondamentale diritto di essere inquisiti, e giudicati poi, in accordo con le leggi della Repubblica.Non sono soltanto gli avvocati, i sacerdoti laici della società, a perdere la guerra; ma è l'intera nazione che ne soffrirà le conseguenze per molto tempo a venire. Già oggi i processi, e non solo a Milano, sono farse tragiche, allucinanti, con pene smisurate comminate da Giudici che a malapena conoscono il caso, sonnecchiano o addirittura dormono durante le udienze per poi decidere in cinque minuti di Camera di Consiglio.Non parliamo poi dei tribunali della libertà, asserviti anche loro ai Pubblici Ministeri, né dei tribunali di sorveglianza che infieriscono sui detenuti condannati con il cinismo dei peggiori burocrati e ne calpestano continuamente i diritti.L'accelerazione dei processi, invocata e favorita dal Ministro Conso, non è altro che la sostanziale istituzionalizzazione dei tribunali speciali del regime di polizia prossimo venturo. Quei pochi di noi caduti nelle mani di questa "giustizia" rischiano di essere i capri espiatori della tragedia nazionale generata da questa rivoluzione.Io sono convinto di dover rifiutare questo ruolo. È una decisione che prendo in tutta lucidità e coscienza, con la certezza di fare una cosa giusta.La responsabilità per colpe che posso avere commesso sono esclusivamente mie e mie sono le conseguenze.Esiste certamente il pericolo che altri possano attribuirmi colpe non mie quando non potrò più difendermi.Affidatevi alla mia coscienza di questo momento di verità totale per difendere e conservare al mio nome la dignità che gli spetta.Sento di essere stato prima di tutto un marito e un padre di famiglia, poi un lavoratore impegnato e onesto che ha cercato di portare un po' più avanti il nostro nome e che, per la sua piccolissima parte, ha contribuito a portare più in alto questo paese nella considerazione del mondo.Non lasciamo sporcare questa immagine da nessuna "mano pulita".Questo vi chiedo, nel chiedere il vostro perdono per questo addio con il quale vi lascio per sempre.Non ho molto altro da dirvi poiché in questi lunghissimi mesi di lontananza ci siamo parlati con tante lettere, ci siamo tenuti vicini.Salvo che a Bruna, alla quale devo tutto. Vorrei parlarti Bruna, all'infinito, per tutte le ore e i giorni che ho taciuto, preso da questi problemi inesistenti che alla fine mi hanno fatto arrivare qui. Ma in questo tragico momento cosa ti posso dire, Bruna, anima dell'anima mia, unico grandissimo amore, che lascio con un impagabile debito di assiduità, di incontri sempre rimandati, fino a questi ultimi giorni che avevamo pattuito essere migliaia e migliaia da passare sempre insieme, io e te, in ogni posto, e che invece qui sto riducendo a un solo sospiro?Concludo una vita vissuta di corsa, in affanno, rimandando continuamente le cose veramente importanti, la vita vera, per farne altre, lontane come miraggi e, alla fine, inutili.Anche su questo, soprattutto su questo, ho riflettuto a lungo, concludendo che solo così avremo finalmente pace. Ho la certezza che la tua grande forza d'animo, i nostri figli, il nostro nipotino, ti aiuteranno a vivere con serenità e a ricordarmi, perdonato da voi per questo brusco addio.Non riesco a dirti altro: il pensiero di non vederti più, il rimorso di avere distrutto i nostri anni più sereni, come dovevano essere i nostri futuri, mi chiude la gola.Penso ai nostri ragazzi, la nostra parte più bella, e penso con serenità al loro futuro. Mi sembra che abbiano una strada tracciata davanti a sé. Sarà una strada difficile, in salita, come sono tutte le cose di questo mondo: dure e piene di ostacoli. Sono certo che ciascuno l'affronterà con impegno e con grande serenità come ha già fatto Stefano e come sta facendo Silvano.Si dovranno aiutare l'un l'altro come spero che già stiano facendo, secondo quanto abbiamo discusso più volte in questi ultimi mesi, scrivendoci lettere affettuose.Stefano resta con un peso più grave sul cuore per essere improvvisamente rimasto privato della nostra carissima Mariarosa. Al dolcissimo Francesco, piccolino senza mamma, daremo tutto il calore del nostro affetto e voi gli darete anche il mio, quella parte serena che vi lascio per lui.Le mie sorelle, una più brava dell'altra, in una sequenza senza fine, con le loro bravissime figliole, con Giulio e Claudio, sono le altre persone care che lascio con tanta tristezza.Carissime Giuliana e Lella, a questo punto cruciale della mia vita non ho saputo fare altro, non ho trovato altra soluzione.Ricordo Sergio e la sua famiglia con tanto affetto, ricordo i miei cugini di Guastalla, i Cavazzani e i loro figli. Da tutti ho avuto qualcosa di valore, qualcosa di importante, come l'affetto, la simpatia, l'amicizia.A tutti lascio il ricordo di me che vorrei non fosse quello di una scheggia che improvvisamente sparisce senza una ragione, come se fosse impazzita. Non è così, questo è un addio al quale ho pensato e ripensato con lucidità, chiarezza e determinazione.Non ho alternative. Desidero essere cremato e che Bruna, la mia compagna di ogni momento triste o felice, conservi le ceneri fino alla morte.Dopo di che siano sparse in qualunque mare. Addio mia dolcissima sposa e compagna, Bruna, addio per sempre.Addio Stefano, Silvano, Francesco; addio Ghiti, Lella, Giuliana, addio.Addio a tutti. Miei carissimi, vi abbraccio tutti insieme per l'ultima volta.Il vostro sposo, papà, nonno, fratello.Gabriele20 luglio 1993

sabato 22 agosto 2009

DISCUSSIONI SOCIALISTE



Nota di Giovannibattista Ferrari.






NEL 1992,CON MANI PULITE,IN ITALIA, E' STATA MANOMESSA LA STORIA.
CON LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO,IL COMUNISMO, DOVEVA ANDARE IN SOFFITTA,TUTTI DOVEVANO TORNARE SOTTO LA BANDIERA SOCIALISTA,OGGI DOVREBBE ESSERCI UN PARTITO SOCIALISTA MINIMO AL 35 PER CENTO,COME IN EUROPA.
PARLIAMO DEL GOLPE TENTATO DA EX P.C.I E SETTORI DELLA MAGISTRATURA SVENTATO DALLA "DISCESA IN CAMPO" DI BERLUSCONI.
E' UN NOSTRO AVVERSARIO POLITICO MA GLI RICONOSCIAMO QUESTO MERITO STORICO CERTO,SUBITO DOPO, DOVEVA ABBANDONARE LA POLITICA,NON FA PER LUI.
UN SALUTO SOCIALISTA

LE IPOTESI DI OGGI, LE CERTEZZE DI DOMANI.





Riceviamo e pubblichiamo una nota di Aldo Luigi Mancusi.

Gli ultimi scorci di pausa estiva ci invitano ad una riflessione prima che il grande motore della politica ritorni a pieni regimi. Così voglio porvi una domanda, la stessa domanda che mi sono posto in un incontro con alcuni compagni pochissimi giorni fa: come si stanno evolvendo le cose e che panorami ci aspettano? Ebbene, l'orizzonte mi sembra limpido.

Partiamo dall'evento autunnale, le primarie del PD. In casa democratica i giochi sono fatti ed è ormai scontata una vittoria di Bersani, indi è palese che si seguiranno i dettati del sempre lesto D'Alema e si ritornerà alle logiche pluriforme dell'Ulivo abbandonando i fallimenti Veltroniani. Il Pd riallaccierà i rapporti con Comunisti e Vendoliani, un dialogo che non è da escludere darà quella piccola spinta che basta per la ricomposizione di Rifondazione con in più l'assorbimento dei Verdi, dei Comunisti Italiani e dei quattro non - socialisti fedeli a Nencini ed in cerca di una questua, benché minima.

L'Idv resterà ferma ad abbagliare, probabilmente abbasserà i toni venendo a mancare la sua importanza primaria, ma fondamentalmente inizierà a perdere colpi.

L'Udc, dal canto suo, rimarrà un'incognita fino ad ottobre, in seguito dovrà decidere le alleanze per le regionali. Attualmente Casini, come tutti i partiti politici da sinistra a destra, sta aspettando la conferma dell'incoronazione di Bersani, ma non è detto che questo lo riporterà fra le braccia del Cavaliere. È molto più probabile che il Segretario Democristiano proseguirà sulla linea dei due forni, ovvero alleanze diverse in regioni diverse. In fondo l'Udc non ha mai negato i suoi dissapori con i comunisti così come con la Lega.

Vera sorpresa del futuro sarà l'Mpa. Lombardo sembra che oggi goda di un sostenitore di un certo calibro, tale Dell'Utri, non a caso l'ingegnere che ha progettato Forza Italia, il che deve farci riflettere. Il Movimento Per le Autonomie si sta muovendo molto bene e non va sottovalutato, il suo bacino di voti è notevole e va dai meridionali che hanno desideri di rivalsa verso la Lega, ai meridionali che non sono contenti del governo, fino a tutti gli sciacalli, o per meglio dire scarti degli altri partiti, che porteranno i loro voti a Lombardo in cerca di un futuro da altri negatogli.

Seguendo questo ragionamento non è così lontana l'ipotesi che vuole la terza Repubblica con Lega sud e Lega nord l'un contro l'altra armate e rispettivamente centri nevralgici di un debole centrosinistra ed un debole centrodestra.

Per quanto riguarda la Pdl, continuo a sottolinearlo, da qui ai prossimi quattro anni, a parte i soliti gossip, non vedo alcun mutamento. Le scaramuccie della Lega servono a ravvivare la situazione quando diventa stantia, Bossi sa bene che il suo corpo elettorale non ama vedere i suoi rappresentanti troppo comodamente seduti sulle poltrone romane. Nella realtà i rapporti tra Silvio ed Umberto lo sanno tutti che sono ottimi.

Come sempre alla fine di queste riflessioni mi viene da chiedermi, e noi? Personalmente amo seguire il detto di Lord Byron, less is more, ovvero, meno è più. Attualmente il nostro compito è ricostruire il Partito, non inserirci nelle competizioni elettorali. Anche se domattina ci trovassimo tra le mani un simbolo ed una segreteria, i tempi sarebbero comunque immaturi e presentarsi tra pochi mesi ad eventuali elezioni ci regalerebbe due danni; in primo luogo un risultato numerico ridicolo, probabilmente sotto lo 0,9 %. In secondo luogo, cosa forse peggiore, ancora una volta la nostra immagine sarebbe quella dei poveri incapaci, i soliti socialisti che non sanno fare altro che fallire da 17 anni a questa parte.

Personalmente mi rifiuterei di sostenere uno scempio simile, scempio che andrebbe sicuramente a discapito del progetto della grande ricostituzione del Psi, per questo invito tutti, nel caso ipotetico in cui si proporrà la cosa, ad astenersi dal sostegno di chi vuol fare la fine di Icaro.

Continuiamo per la nostra strada, tranquilli e convinti, vedrete che tutto andrà per il giusto verso. Nel frattempo vi invito ad iscrivervi al gruppo di facebook Partito Socialista Italiano (PSI) ed a contattarmi anche personalmente. Aldo Luigi Mancusi

giovedì 20 agosto 2009

Di Pietro il maramaldo






Di Biagio Marzo (dal sito www. socialist.it)


Sfruttando il silly season ferragostano, quando gli italiani hanno voglia di riposare e di vivere le vacanze in modo spensierato, lontani dalle preoccupazioni quotidiane, in special modo, lontani mille miglia dalla politica urlata e sguaiata, Antonio Di Pietro ce la mette tutta per non smentirsi e sta sul pezzo e non alla guida del trattore per intenderci, ma a cavallo della politica populista, brandendola come clava, come brandì la custodia cautelare, negli anni di Tangentopoli, quando era Pm. Che non si è mai capito, – né lui ha mai avuto la compiacenza di farlo -, perché appese la toga al chiodo. Una cosa è certa che organizzò il progrom contro la classe politica della Prima repubblica, per occupare un posto in prima fila. Finché c’è vita c’è speranza, e non è detto che Di Pietro non sogni il primo posto in assoluto, per il modo impegnativo in cui sta facendo politica.
Come se fosse stato morso dalla tarantola, Antonio Di Pietro si è scatenato nel ballo di San Vito, a causa del finanziamento del Ministero dei beni culturali concesso alla Fondazione Bettino Craxi. Essendo il suo paese di origine, Montenero di Bisaccia, di tradizione contadina conosce gli effetti negativi che produce il morso della tarantola sull’uomo. Su di lui, senza ombra di dubbio, ha avuto l’effetto di fargli perdere il lume della ragione e, comunque, non si spiega diversamente la sua presa di posizione, in piena calura ferragostana, contro il fondi elargiti alla Fondazione Craxi. Al solo nome Craxi, si è scatenato come il toro di fronte al drappo rosso in mano al torero. La donazione per lui è una “porcata estiva” e tantomeno bisognava elargire alcunché alla Fondazione dedicata “all’omonimo corruttore”.
Abbiamo considerato non da ora,bensì da allora, cioè dai tempi di Mani pulite che agiva in modo maramaldesco nei confronti delle sue “vittime”, colpevoli o no.
La prova provata di questo suo modo di fare è per come ha agito di fronte al finanziamento dato alla Fondazione Craxi. In modo volgare, velenoso e violento, tipico del personaggio senza alcun scrupolo, che riesce ad avere consenso elettorale e spazio sui mass media, perché ha da dire su tutto e su tutti, non risparmiando nessuno, nemmeno in questo caso il morto, per dimostrare di essere dalla parte della ragione, insomma, il cavaliere senza macchia. Il che non è per nulla vero, per chi conosce la sua biografia e per chi non la conosce, basterebbe che fosse al corrente del modo in cui ha agito nei confronti dell’ex segretario Pd, Walter Veltroni, dopo la campagna politica scorsa, per rendersi conto di che pasta è fatto. Prima ha avuto da parte dell’ex sindaco di Roma l’apparentamento, senza il quale non avrebbe avuto alcun eletto al Parlamento, poi ha disconosciuto l’impegno preso di confluire nel Pd. Ma Veltroni l’ingenuo ha sottovalutato il Di Pietro “camaleonte che una sera frequentava i socialisti, quella dopo i democristiani e quella dopo ancora i circoli di sinistra”.

Alla faccia dell’uomo d’onore e della coerenza del tipo mi piego ma non mi spezzo.
Per lui, pacta sunt servanda, non valgono un fico secco, quando l’obbligo di rispettarli configge con i suoi interessi. Basterebbe questo atto per classificarlo, ma per coloro che lo seguono ciecamente si considerano, presuntuosamente, in modo manicheo, la parte migliore del Paese, per questo motivo è permesso loro tutto. Intanto, vorremmo sapere chi è stato a certificarli come la parte migliore del Paese, visto che ancora non è stato attrezzato alcun ufficio preposto a tale scopo. Probabilmente, il nuovo quotidiano Il Fatto, diretto da Padellaro e Travaglio, avrà la licenza, per suo conto.
Epperò, vorremmo sapere come mai questa parte migliore del Paese, possa permettere a Di Pietro di gestire l’Idv come una cosa privata, o, meglio dire, a conduzione familiare, senza dar conto alcuno. Un partito di alti “Valori” in cui per farne parte si pratica una selezione darwiniana sul piano morale. Figurarsi che l’ultimo selezionato è il sindaco di Ponza che ne ha fatte più di Carlo in Francia.
Non è tutto oro quello che luccica, nella sua biografia autorizzata o no.
Il ritratto che viene fuori è quello di un personaggio controverso, ragion per cui, ci chiediamo, al pari di Filippo Facci:” Chi è veramente Antonio Di Pietro? L’uomo della Provvidenza o quello della Mercedes? Un magistrato senza macchia o un arrivista senza scrupoli né amici? Il grande moralizzatore che voleva realizzare “Mani pulite nel mondo” o l’arcitaliano che restituiva i prestiti in scatole di scarpe? L’uomo che voleva sedersi sul sedile di un trattore o quello che aspirava al Quirinale?”. E noi aggiungiamo che nei suoi piani recenti c’è solamente la conquista del Palazzo d’Inverno, cioè di Palazzo Chigi, sennò non si spiegherebbe il suo passo di mettersi in proprio, a spese del Pd di cui spera di succhiargli come un vampiro il sangue, cioè i voti. Eppure, tutto deve, politicamente, a D’Alema che lo elesse senatore in quel del Mugello, a Prodi che lo volle ministro e a Veltroni che gli ha concesso l’apparentamento. Per tre volte hanno pensato di metterlo nel sacco , ma lui furbo com’è, ha messo loro.
Questo è quanto. Di grazia, fareste guidare la vostra auto a un tipo come Di Pietro?
(17 agosto 2009)

mercoledì 19 agosto 2009

Si susseguono le iniziative di rilancio dell'area socialista: Rodolfo Smeraldi lancia la "Tribù Socialista Telematica"




Nota di Rodolfo Smeraldi.

IL GRULLO TOSCANO e la sua corte dei miracoli sono senza speranze,IO LANCIO LA TRIBU' SOCIALISTA TELEMATICA


In mancanza di fatti nuovi come ,LE DIMISSIONI DELLA SEGRETERIA E LA CONVOCAZIONE DEL CONGRESSO,questa è l'ultima e decisiva mia cannonata su S.Lorenzo in Lucina e sul GRULLO TOSCANO.
Ormai ho perso la speranza di vedere il GRULLO tornare indietro dalla sua incomprensibile decisione di non darci il Congresso straordinario entro l'anno,testardamente rimane fermo nella decisione di effettuarlo dopo le elezioni regionali.
Il GRULLO si sente forte delle 200 telefonate ricevute in 10 giorni,si sente suffragato sufficientemente nel portare avanti la sua opera di svendita e di disgregazione del Socialismo Italiano,per qualche seggiola in più alle Regionali si intende.
L'appello lanciato da più parti affinchè 60 componenti del Consiglio Nazionale richiedessero la convocazione straordinaria dell'organismo statutario in grado di convocare il Congresso,non è stato recepito,questa è la dimostrazione che la metastasi negli organismi di Partito è diffusa e che non si intravvede quale cura possa essere efficace,occorre tagliare e alla svelta.
Intanto il mondo Socialista è in subbuglio,fioccano le iniziative,individuali e di gruppo.Due di queste,attirano la mia attenzione.
Il 16 Settembre inizia a Napoli la I Festa di Sinistra e Libertà,io ci andrò e cercherò di capire se SeL possa essere davvero l'approdo di coloro che come me vogliono continuare a essere Socialisti,se SeL possa trasformarsi e farsi Partito SINISTRA e LIBERTA' SOCIALISTA,non concedendo agli alleati post-comunisti,neanche un centimetro nel non definire Socialista,una formazione nuova della sinistra italiana,vincendo le resistenze e i sofismi se ci sono,di coloro che non sopportano il termine Socialista anteponendogli nomi originali e fantasiosi che non tengono conto che la Sinistra Europea si identifica nel Socialismo e che il Comunismo è stato sconfitto dalla storia.
il 20 Settembre a Roma,piazza Farnese,Assemblea Nazionale dei Socialisti incazzati,parteciperò anche se non mi ritengo incazzato ma deciso.Li a piazza Farnese sarò tra i miei simili,nel tentativo di riscattare l'orgoglio Socialista,non per piangerci addosso o lamentarsi delle sventure subite fin dal 1994.
Cercherò insieme alle compagne e ai compagni di interrompere il lungo stillicidio del Socialismo,che ha subito delle vere e proprie svendite di pezzi di storia,per inseguire :RINNOVAMENTO ITALIANO di DINI,ALLEANZA coi VERDI,la R.N.P. con PANNELLA,ULIVO e UNIONE con PRODI e D'ALEMA,fino alle ultime elezioni europee con SeL di VENDOLA.Penso che noi SOCIALISTI di OGGI,figli dei SOCIALISTI di IERI e genitori dei SOCIALISTI di DOMANI,dobbiamo fare quanto è nelle nostre possibilità per rilanciare la politica RIFORMATRICE SOCIALISTA,che ci ha visti sempre protagonisti delle più importanti conquiste politiche e sociali:ISTRUZIONE E ALFABETIZZAZIONE OBBLIGATORIA,REPUBBLICA,COSTITUZIONE,STATUTO DEI LAVORATORI,DIVORZIO,ABORTO,RIFORME OSPEDALIERA e SANITARIA,ISTITUZIONE DEGLI ENTI REGIONE.
Una forza politica che è stata capace di fare tutte queste cose,ha ancora lo spazio per poter rivendicare il ruolo di protagonisti della politica italiana,non abbiamo più nulla da svendere,dobbiamo riappriopriarci della nostra capacità di interpretare meglio la società,i suoi bisogni e le sue aspettative.A costo di non vederci rappresentati per chissà quanto tempo nelle istituzioni,dobbiamo con pazienza ricostruire,mattoncino su mattoncino,la nostra gloriosa CASA SOCIALISTA,dovremmo farlo puntando decisamente con i fatti e non con le parole,sui NOSTRI GIOVANI,motivati e competenti,a loro va affidata la conduzione e la rappresentanza dei Socialisti.
A noi detentori delle esperienze e della STORIA SOCIALISTA,il compito di sostenerli e incoraggiarli.Oggi abbiamo a nostra disposizione uno strumento potente come il Web che con i SOCIAL NETWORK ci consentono di accorciare le distanze e a far viaggiare velocemente,in tempo reale le informazioni.Sfruttiamole al meglio,costruiamo le TRIBU' SOCIALISTE TELEMATICHE,non costano nulla e non serve nessuna tessera per farne parte,ci pongono democraticamente alla pari tra di noi,con il naturale e significativo risultato di partecipare con proposte e discussioni,approvarle con un clic dalla propria abitazione o ufficio,senza che ci sia un GRULLO TOSCANO di turno ad impedircelo.
IO CI CREDO,VIVA IL SOCIALISMO.

sabato 1 agosto 2009

RIPARTE IL BLOG PER CONTRIBUIRE AL DIBATTITO SUL FUTURO DELL'AREA SOCIALISTA.

VISTA LA SITUAZIONE POLITICA NAZIONALE E, SOPRATTUTTO, L'EVOLUZIONE DI PARTICOLARI E SCONCERTANTI VICENDE RELATIVE ALL'AREA SOCIALISTA, CI SENTIAMO IN DOVERE DI RIPRENDERE L'ATTIVITA' DEL BLOG INSERENDO GLI ARTICOLI ED INTERVENTI PRINCIPALI DELLE DISCUSSIONI IN ATTO.



RESTA SOSPESA, PER IL MOMENTO, L'ATTIVITA' LOCALE COME GIA' COMUNICATO.



SONO GRADITI COMMENTI E VS. ARTICOLI, ANCHE DA INSERIRE DIRETTAMENTE SU QUESTO BLOG.

LA MAIL E' SEMPRE LA STESSA: socialisti.cupra@alice.it




GRAZIE A TUTTI DELLA COLLABORAZIONE E DEL CONTRIBUTO CHE VORRETE DARE AL DIBATTITO IN CORSO E, PER QUESTO, ABBIAMO INSERITO ALCUNI PRINCIPALI LINK DI SITI E GRUPPI DOVE ACQUISIRE TUTTE LE NOTIZIE E PARTECIPARE ALLE DISCUSSIONI.


Maurizio Virgulti (curatore del blog)

mercoledì 22 luglio 2009

SOSPENSIONE ATTIVITA' DEL BLOG

SI COMUNICA CHE IL COORDINATORE LOCALE DE "I SOCIALISTI" DI CUPRA MARITTIMA, MAURIZIO VIRGULTI, HA RASSEGNATO LE DIMISSIONI.
IN CONSIDERAZIONE CHE LO STESSO CURAVA DIRETTAMENTE ANCHE L'ATTIVITA' DI QUESTO SPAZIO WEB, SI FA PRESENTE CHE IL PRESENTE BLOG http://socialisticupra.blogspot.com SOSPENDE TEMPORANEAMENTE LA PROPRIA ATTIVITA' .
IN ATTESA DEGLI SVILUPPI DELLA SITUAZIONE POLITICA LOCALE E NAZIONALE, SI INVITANO ISCRITTI E SIMPATIZZANTI DI AREA SOCIALISTA A TENERSI INFORMATI SEGUENDO I SITI E GRUPPI DI AREA SEGNALATI SULLA PRIMA PAGINA DI QUESTO STESSO BLOG.
PER OGNI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE, L'INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA socialisti.cupra@alice.it RESTERA' REGOLARMENTE ATTIVO COME INDICATO NEL PRECEDENTE POST.

martedì 14 luglio 2009

CONTINUATE AD INVIARCI PROPOSTE E SEGNALAZIONI: CUPRA PUO' E DEVE CRESCERE!


A breve verrà pubblicato un comunicato ufficiale di commento e valutazione sugli ultimi risultati elettorali, che non sono certo incoraggianti rispetto alle iniziative intraprese e la mole di lavoro dedicata a cercare di studiare la realtà cuprense al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini ed il paese stesso, senza sporchi compromessi politichesi, ricatti e sterili commedie elettorali.

Di questo insuccesso elettorale, comunque, mi ritengo per primo responsabile e, vista anche la confusa situazione politica nazionale, le difficoltà dell'area liberalsocialista a trovare una chiara prospettiva di rinnovamento e rinascita unitaria di una nuova forza socialista, liberale, laica e riformista, il tutto mi induce ad ad autosospendermi dalla carica di coordinatore locale e confermare anche le dimissioni dal Partito Socialista di Nencini dopo l'intenzione del Consiglio Nazionale di voler svendere la tradizione socialista sino ad ipotizzare lo scioglimento del PS per unificarsi con Vendola e Fava in "sinistra e libertà".

Bobo Craxi, Zavettieri , Biagio Marzo ed altri , anche loro contrari, stanno portando avanti iniziative di rilievo ed settembre dovrebbere esserci importanti sviluppi.

Ci sarà anche il congresso del Partito Democratico. Vedremo.

In attesa invitiamo tutti a continuare ad inviarci proposte e segnalazioni relative alla nostra Cupra, che saranno comunque vagliate e sottoposte alla nuova Amministrazione Comunale, insieme ai punti fondamentali che avevamo fatto inserire nel programma della lista "insieme per Cupra", scaturiti proprio da un lungo lavoro di consultazione con i cittadini cuprensi.

Vi terremo informati.

A presto e grazie dell'attenzione.

Maurizio Virgulti

sabato 4 luglio 2009

BLOG TRASFERITO SU FACEBOOK

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martedì 9 giugno 2009

ELEZIONI COMUNALI:VINCE D'ANNIBALI. L'AREA LIBERALSOCIALISTA ESCE A TESTA ALTA.


LISTA BUONGIORNO CUPRA (D'Annibali Domenico) VOTI 1290 (38,3 %)
LISTA INSIEME PER CUPRA (Ricci Aurelio)
VOTI 1.060 (31,4 %)
LISTA VIVERE CUPRA (Veccia Franco)
VOTI 656 ( 19,4%)
LISTA CUPRA LIBERA (Fantuzzi Enrico)
VOTI 365 (10,8 %)

schede bianche 67
schede nulle 46


AUGURIAMO AL NUOVO SINDACO UN BUON LAVORO NELL'INTERESSE DI TUTTA LA CITTADINANZA.

L'AREA LIBERALSOCIALISTA, CHE APPOGGIAVA LA LISTA RICCI, ESCE A TESTA ALTA DALLA COMPETIZIONE, CONSAPEVOLE DI AVER CONTRIBUITO AD UN FORTE RINNOVAMENTO NEL MODO DI FARE POLITICA SOPRATTUTTO IN QUESTA COMPETIZIONE ELETTORALE COMUNALE.

NEI NOSTRI NUMEROSI INTERVENTI VERBALI E SULLA STAMPA SUCCEDUTISI DA MESI NON ABBIAMO MAI ATTACCATO NESSUNO O FATTO STERILI POLEMICHE.

ABBIAMO ILLUSTRATO I PUNTI CHE RITENEVAMO E RITIENIAMO IMPORTANTI PER CUPRA ED I CUPRENSI, DOPO AVER RACCOLTO PER MESI PROPOSTE E LAGNANZE DELLA CITTADINANZA (TUTTO IL MATERIALE E' REPERIBILE NEI NOSTRI POST PRECEDENTI).

NOI NON ABBIAMO PREGIUDIZI, SE QUESTI PUNTI VERRANNO RECEPITI DAL SINDACO D'ANNIBALI, NON AVREMO ALCUNA DIFFICOLTA' A SOSTENERE PUBBLICAMENTE LE INIZIATIVE CHE VERRANNO ADOTTATE.


CONCLUDIAMO DICHIARANDO CHE ANCHE NOI,COME MOLTI CITTADINI, SIAMO DISGUSTATI DA CERTE VICENDE SUCCEDUTESI DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE, DOVE SONO ENTRATI IN BALLO PERSONALISMI ESTREMI, SQUALLIDI PERSONAGGI MERCANTI DI VOTI E DALLA DOPPIA O TRIPLA FACCIATA , INTERFERENZE DI CERTE SEGRETERIE PROVINCIALI MAGARI DIVERSE IDEOLOGICAMENTE MA UNITE NEL COMBATTERE QUALCUNO PER MOTIVI CHE NULLA AVEVANO A CHE VEDERE CON I BISOGNI E LE ATTESE' DI CUPRA E DEI CUPRENSI.

NON MERAVIGLIAMOCI POI SE I CITTADINI SI DISAFFEZIONANO DALLA POLITICA.


A BREVE VI SARANNO INIZIATIVE A PARTIRE DAL LIVELLO NAZIONALE, CHE PORTERANNO A GROSSE NOVITA NEL QUADRO POLITICO INTORNO ALLA NOSTRA AREA. VI TERREMO INFORMATI.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE E PER IL SOSTEGNO CHE CI AVETE DATO.

I SOCIALISTI -laici, liberali,riformisti-

CUPRA MARITTIMA